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Le violenze di genere e le parole sbagliate

Silvia Motroni: "La donna, uccisa barbaramente, ancora una volta scompare"

Le Commissioni Pari Opportunità della Fnsi, del Consiglio Nazionale dell'Ordine, dell'Usigrai e dell'Associazione Gìulìa giornaliste denunciano la mancata applicazione del Manifesto di Venezia in riferimento al titolo de "Il Giornale" "Il gigante buono e quell'amore non corrisposto" sul caso di femminicidio avvenuto a Piacenza. 

 

Pubblichiamo di seguito il comunicato di CPO FNSI, CPO CNOG, CPO USIGRAI e GìULìA:
 
   "L'amava, ma lei l'aveva respinto”. “Un gigante buono incapace di fare del male”. “Voleva tornare con lei, ma la donna aveva deciso di chiudere il rapporto”. “Un raptus per troppo amore”. L'elenco delle parole sbagliate per raccontare la violenza sulle donne si arricchisce, ad ogni femminicidio, di nuove giustificazioni per il colpevole e di nuove coltellate alla vittima. Che scompare, non solo fisicamente: è una figura marginale nella ricostruzione, verso di lei non c'è rispetto, al massimo attenzione morbosa. L'ultimo caso, a Piacenza, nei titoli e nei contenuti, sui giornali, ma anche in televisione, in radio e sul web, inorridisce, per la superficialità, il racconto concentrato sull'uomo, e sui complici, quasi si cercasse una spiegazione per riabilitarli.
 
Le Commissioni Pari Opportunità di Federazione nazionale della Stampa italiana, Consiglio nazionale Ordine dei Giornalisti e  Usigrai e l'associazione Giulia Giornaliste denunciano, ancora una volta, la mancata applicazione del Manifesto di Venezia: le cronache di oggi, e dei molti casi, purtroppo quasi quotidiani, sono in palese, pericoloso contrasto con una informazione “attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere”. Articoli zeppi di stereotipi e pregiudizi, che sembrano negare l'esigenza di un profondo cambiamento culturale, che deve partire dall'informazione. L'uso di termini come raptus e amore ha il solo effetto di fornire una cronaca distorta di crimini efferati dettati solo dalla volontà di annientamento.
 
Cpo Fnsi, Cpo Cnog, Cpo Usigrai e Giulia si impegnano ancora di più per una formazione sui contenuti del Manifesto di Venezia, sottoscritto da centinaia di colleghe e colleghi -  per quello che riguarda il servizio pubblico, inserito nel contratto giornalistico della Rai - ma ancora scarsamente conosciuto e applicato. Il diritto di cronaca non può trasformarsi in un abuso e in uno sfruttamento a fini 'commerciali', per qualche copia o qualche clic in più: l'attivazione dell'Osservatorio sul Manifesto e i corsi devono essere accompagnati da una diversa sensibilità nel racconto dei femminicidi, senza trasformare l'informazione in sensazionalismo, causa principale di una perdurante asimmetria di genere.

 

   Si unisce alla denuncia la Segretaria dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, Silvia Motroni che fa proprie le parole di Cpo Fnsi, Cpo Cnog, Cpo Usigrai e Giulia:

 
  "Ancora un caso di femminicidio e ancora colleghi che trattano la notizia in modo indegno, con titoli e articoli in cui si tende a minizzare il ruolo dell’assassino, peraltro confesso, ricorrendo allo stereotipo dell’amore rifiutato, dell’ossessione amorosa che porta l’uomo ad uccidere sotto un impulso irrefrenabile, arrivando perfino a definirlo in un titolo “gigante buono”. La donna, uccisa barbaramente, ancora una volta scompare, di lei non si parla se non per rimarcare  quel caparbio rifiuto di cotanto amore che, in fondo, è un po’ la causa del suo “male”.
 
Eh no cari colleghi, ora basta! Di fronte ai quotidiani casi di donne ammazzate, il 99% delle volte  in ambito familiare o nella cerchia di amici, articoli e titoli come questi sono inaccettabili. L’Ordine dei Giornalisti della Toscana più volte ha promosso corsi di formazione proprio sulla questione dell’uso non sessista del linguaggio e del superamento degli stereotipi di genere, con riferimento in particolare proprio alla trattazione dei casi di violenza sulle donne, diffondendo anche i contenuti del Manifesto di Venezia.
 
Per questo si riconosce pienamente e fa proprie le parole espresse nel comunicato congiunto delle commissioni Pari Opportunità di  FNSI, CNOG, USIGRAI e dell’Associazione GìULìA Giornaliste."
 

Notizia pubblicata il 09/09/19
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